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Signori
Sindaci Bedulli e Superti, Signori Sindaci della zona, rappresentanti del Comune
e della Provincia di Cremona, autorità, assessori, consiglieri, cittadini, e
compagni partigiani, a tutti voi un cordiale saluto.
Ai rappresentanti del prezioso Corpo delle Guardie di Finanza, di cui
“Carmen” fu degno sottufficiale, un fraterno e cordiale benvenuto tra noi.
La vostra presenza rafforza sempre più l’amicizia tra il popolo e i suoi
figli in servizio nell’interesse di tutti.
Di chi era Carmen ha diffusamente parlato Fabrizio Superti, che ha svolto sulla
sua figura una approfondita ricerca. Era un giovane come tanti della classe
1920, a fronte del quale in un certo momento della propria vita, non rimaneva
che la scelta della lotta armata con tutti i rischi che essa comportava. Rischi
che CARMEN ha affrontato con coraggio ed audacia, sacrificando la sua giovane
vita qui in piazza a Pozzaglio.
Sono passati 62 anni, caro Carmen, e ringraziamo gli stessi sindaci di aver
accolto con entusiasmo la proposta di svolgere questa commemorazione in tuo
ricordo, in un contesto nel quale la Resistenza e la democrazia Italiana ed
Europea presentano un simbolico bilancio della nostra storia. recente.
Permettetemi, prima di procedere, di congratularmi, a nome dell’ANPI
provinciale e mio personale con il Prof. Sen. Angelo Rescaglio per la sua
recente nomina a Presidente dell’A.P.C. (Associazione Partigiani Cristiani),
in sostituzione del caro amico prof. Guglielmo Agosti con il quale molta attività
in comune è stata svolta. Alla sua memoria rivolgiamo un pensiero e un caro
ricordo. Ai famigliari rinnovati sentimenti di profonda solidarietà. Tanti
auguri di buon lavoro prof. Rescaglio. Sono certo che le nostre Associazioni
sapranno ben operare in unità di intenti per la salvaguardia e il rispetto dei
valori della nostra Costituzione nata dalla Resistenza
Il bilancio di cui parlavo è stato recentemente presentato dal nostro
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il messaggio inviato a fine
agosto a Libero Mangiantini sindaco di Ponte Buggianese, in memoria
dell’eccidio nazi-fascista di 174 martiri, civili, avvenuto nel 1944 a Padule
del Fucecchio
Il Messaggio dice: “La Resistenza sia di esempio per la pace nel mondo e per
unire il vecchio continente. Perché da essa si crearono le fondamenta di una
ritrovata unità della nazione, crebbe il rinnovato amore del popolo italiano
per la libertà, per la democrazia e prese forma nell’animo dei cittadini, il
sogno di un’Europa non più divisa da odi e da guerre, ma unita da una volontà
di pace e di pacifica convivenza fra i popoli”
Grazie, Signor Presidente! Queste dichiarazioni, provenienti dall’alto seggio
del Quirinale pronunciate dal primo cittadino della Repubblica, onorano la
Resistenza e tutto e il popolo italiano.
L’antifascismo, la lotta di Liberazione – vinsero grazie all’unità del
popolo italiano, mentre a seguito della vittoria e della libertà, poterono
prendere forma la Repubblica e la Costituzione – nate queste ultime in una
successione di confronti ed anche di lotte aperte e democratiche tra i partiti
politici tornati alla ribalta della scena politica e parlamentare. Erano lotte
sacrosante per le riforme, per la giustizia, contro l’eversione dei nemici
della democrazia - da Miceli a Gelli, a Borghese ed altri - lotte utili perché
hanno radicato nel profondo delle coscienze il senso della giustizia, della
liberta, della democrazia della pace.
Qualche confronto è necessario, tra le due epoche vissute.
Nel secolo appena passato, dal 1915 al 1945, in trenta anni, con al potere il Re
e il fascismo vi furono la prima guerra mondiale, con 600mila morti italiani,
poi la guerriglia fascista per il potere che colpì a morte gli oppositori
Matteotti, Amendola Gramsci, i nostri Boldori, Ghinaglia, Paulli e tanti altri,
distruggendo case del popolo, biblioteche e sedi municipali jndi leggi speciali
e la dittatura. Poi la guerra di Abissinia, di Spagna, di Jugoslavia, Albania,
Grecia e infine la seconda guerra mondiale durata cinque anni (1940-1945) con 55
milioni di morti in tutto il mondo dei quali 400mila italiani. Le guerre
richiedevano immensi sacrifici per tutto il popolo !
Dal 25 aprile 1945ad oggi l’Europa, l’Italia vivono in pace ed hanno
cancellato il detto secondo il quale ”la guerra èra necessaria almeno ogni
venti anni. Si diceva che era il destino a volerlo. Per impaurire e scoraggiare
la gente.
60 anni di pace sono stati possibili invece in quanto oggi si tratta, si
discute, si litiga, magari, sulle controversie internazionali fino a quando non
si riesce a trovare un accordo. Prevale la discussione, la trattativa, la
politica e la diplomazia sull’uso delle armi, sulla guerra.
È per questa saggia politica che il nostro prestigio nel mondo è tale da
essere diventati, assieme ad altri popoli Europei uniti nell’ONU, protagonisti
di pace anche dove vi era guerra come in Libano.
E se oggi
anche l’Iran (zona che scotta) sembra riflettere e sospendere gli acquisti
di’uranio per le bombe atomiche e fa trapelare, pur se ancora confusamente,
anche eventuali trattative, e se tra Israele e Palestina la pace sembra apparire
meno fumosa e lontana, lo dobbiamo a tale politica.
Il nostro dovere è far conoscere a tutti le diversità vissute tra le due
epoche!
Questo é il dovere della scuola ai suoi diversi livelli, oltre che della
famiglia e della società nel suo complesso!
C’è ancora chi si domanda cosa sia stata la Resistenza. Cerchiamo una
risposta semplice! Girava per il mondo un mostro, il nazismo, che aveva già
occupato quasi tutta l’Europa mirando al mondo: voleva distruggere tutte le
razze per far trionfare quella tedesca, la razza ariana, ed imporre al mondo la
sua dittatura. L’8 settembre, questo mostro aveva occupato l’Italia con
l’appoggio di un altro mostro, da loro imposto, quello fascista di Salò, e
gli stati democratici anglo-americani-russi, aggrediti, si erano opposti sin
dall’inizio dichiarando la guerra. Parte del popolo italiano, la migliore,
fece la scelta del nostro Carmen, ne nacque un esercito di carattere popolare
con combattimenti sui monti, nelle valli, nelle città nelle pianure,nelle
fabbriche e il 25 aprile 1945. Questo esercito è insorto combattendo e
liberando l’Italia a fianco degli alleati che arrivavano dalla linea gotica
La Resistenza vittoriosa ha imposto la fine della guerra e si è passati alla
pace, dalla Monarchia alla Repubblica, dall’antico Statuto Albertino alla
Costituzione Repubblicana, dalla dittatura alla libertà e democrazia!
Nel concreto si è passati da un’epoca di guerre, fame, pellagra, emigrazione,
mortalità infantile e quant’altro, all’epoca successiva senza più
epidemie, non più cartoline precetto tanto odiate, chiamate alle armi
improvvise per addestramenti, sentir parlare di otto milioni di baionette,
bombardamenti selvaggi, la violenza del “Pippo” assassino. Non più
l’arrivo del carabiniere o della guardia municipale che portano alle famiglie,
alle mamme, la notizia della morte del marito o del figlio sul fronte di guerra.
Non più borsa nera, freddo, fame, e tante, tante e tante lacrime.
A queste famiglie che ben ricordiamo, così duramente colpite, inviamo un caro
ed affettuoso ricordo ed abbraccio! Alle famiglie di oggi che per fortuna non
vivono tali drammi un accorato invito a lottare perché quel che è avvenuto
allora non si ripeta mai più!
A voi giovani l’invito a vivere, non solo negli stadi o nelle discoteche –
cose pur comprensibili per la vostra età - ma a combattere le ampie fasce di
disoccupazione, di precariato, di buio nella prospettiva di lavoro e di
carriera, per i diritto ad una casa e una famiglia. Vi chiediamo, cari giovani,
di partecipare con passione alla vita sociale, politica, sindacale, culturale,
vivere in positivo una società che deve progredire per voi e con voi!
La politica è sporca! Questo lo dice chi è interessato a sporcarla. Non
seguite questi inviti interessati….. La politica, se applicata con
correttezza, rettitudine, onestà è invece una grande scuola di vita e di
cultura. è prova d’amore e di altruismo.
Questi sono stati gli insegnamenti della Resistenza e dei suoi martiri !
Vogliamo ricordare i soldati in divisa che combatterono e morirono per le Libertà.
Rivolgiamo, cari amici, il nostro pensiero ai 9mila Soldati Martiri della Libertà
assassinati a Cefalonia, dei quali 134 erano cremonesi; agli IMI soldati
catturati l’8 settembre ‘43 e piombati su carri bestiame portati in campi di
prigionia, colà prigionieri per non aver voluto aderire alla repubblica di Salò;
i soldati rimasti al sud dopo lo sbarco americano, che si organizzarono nelle
Divisioni Mantova, Folgore, Cremona e Legnano ed a fianco dell’esercito anglo
americano hanno combattuto a Cassino e sulla linea Gotica; i fratelli Alfredo ed
Antonio Di Dio Emma, ufficiali in Servizio Permanente Effettivo, cremonesi,
Comandanti in Val d’Ossola e decorati entrambi di Medaglia d’Oro; i Martiri
di Bagnara in armi come Vigili del Fuoco.
Tra i civili in estrema difficoltà della scelta da compiere dobbiamo ricordare
il nostro Carmen, i giovani morti sugli Appennini emiliani, i 2024 morti in Val
di Susa, Lanzo, Sangone e Chisone, tra i quali 15 cremonesi, quelli della
brigata Pesaro, in Liguria, nel Veneto, nelle Langhe, i caduti di Crema, Gussola,
Soresina, Casalmaggiore e di tutta la Provincia. Dobbiamo ricordare gli eccidi
di Marzabotto, dei fratelli Cervi, delle Fosse Ardeatine, di S. Anna di Stazzema.
una catena infinita di sangue e di infamia. Ma vogliamo ricordare anche, nel
positivo, la nascita delle Repubbliche Partigiane autonome conquistate dai
partigiani nell’Ossola, di Montefiorino ed altre.
In sintesi in quei giorni sgorga dal corpo vivo del Paese un moto irresistibile
di opposizione ai nazi-fascisti, che solo la violenza anche sulle famiglie, i
massacri, le impiccagioni, il carcere frenano.
Gloria eterna al vostro coraggio e al vostro sacrificio, cari compagni ed amici!
Esso non e’ stato e non sarà invano! Il popolo italiano vigile e attento lo
impedirebbe!
Un grazie ed un eterno riconoscimento di amicizia alle forze Alleate, ai loro
eroici Caduti, senza i quali non sarebbe stata possibile una vittoria rapida.
Signor Presidente della Repubblica, secondo noi il bilancio è assai positivo in
politica estera; meno in quella sociale. Credo che in futuro dobbiamo tutti
insieme fare di più perché il nuovo bilancio affermi solennemente “mai più
guerre” “al bando la violenza”!! Basta morti per fame e stenti, ma
giustizia, solidarietà, serenità, per tutti!! Come e’ possibile sconfiggere
la guerra può essere possibile debellare la miseria e la morte per fame!!!
Così operando, carissimi amici, onoreremo degnamente Carmen e tutti i Martiri
della guerra di liberazione. Lo faremo con lo stesso slancio e con la stessa
volontà, se Dio ce la manda buona!
Grazie e un caro saluto a tutti!
Enrico Kiro Fogliazza
Presidente ANPI provinciale
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