Guido Sanfilippo: La Resistenza oscura. Casalmaggiore

Biblioteca Mortara editrice, 2005

È stato presentato il 9 dicembre scorso a Casalmaggiore (CR), nella vasta sala auditorium gremita di pubblico, con gli interventi dei Sindaci di Casalmaggiore, Luciano Toscani, e di Cremona, Gian Carlo Corada,  il volume “La Resistenza oscura”, storia dei militari italiani deportati in Germania e testimonianze di internati casalaschi.

L’autore, prof. Guido Sanfilippo, ha sottolineato gli aspetti essenziali di questo rigoroso e significativo lavoro di ricerca storica. Prima di tutto volto a mantenere viva la memoria del fatto che, dopo l’8 settembre 1943, col dissolvimento dell’esercito italiano e l’occupazione tedesca, ben 650.000 militari italiani, cioè la stragrande maggioranza di quelli che erano stati fatti prigionieri, rifiutarono di collaborare continuando la guerra a fianco dei nazifascisti e pagarono questa scelta con l’internamento nei lager della Germania. Là furono costretti a lavorare in condizioni pesantissime, ma resistettero, in generale, a lusinghe, ricatti (anche riguardanti le loro famiglie), vessazioni, fame e condizioni durissime, parecchi non sopravvissero. Mantennero la scelta di non schierarsi con la RSI, di non mettersi al servizio di Hitler ed è giusto considerare questa come una forma, una parte della Resistenza. L’autore ha suggerito anche una riflessione sulla inaccettabilità del tentativo di “riconoscere” chi combatté appunto al servizio di Hitler: è evidente che questo sarebbe uno schiaffo morale anche nei confronti del sacrificio degli internati.

Internati militari, quindi, come parte della Resistenza anche per aver impedito in un momento così decisivo il rafforzamento, con l’immissione di un alto numero di soldati agli ordini diretti dell’invasore tedesco, materiale e militare della sua guerra disperata e spietata.

È una Resistenza che l’autore definisce oscura sia perché coloro che ne furono protagonisti non ebbero sempre chiara percezione del senso politico del loro rifiuto sia perché a questa vicenda non è stato sino ad ora dato un adeguato peso storiografico e divulgativo.

Alla parte del libro, molto ben documentata, dedicata al fenomeno nel suo complesso fanno seguito testimonianze o vicende biografiche, ricostruite su documenti, relative ad alcuni ex internati locali.

Sull’argomento e sul libro l’ANPI di Cremona sta organizzando una iniziativa, che comprenderà anche una mostra, che si terrà nel prossimo febbraio presso il palazzo municipale di Cremona.

Giuseppe Azzoni

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