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Domenica 3 settembre a Massa ha avuto luogo una importante rievocazione di una strage nazista e di una delle vittime, Carlo Ferrari di Casalmaggiore (CR), in particolare.

È tra le meno note, ma non meno atroce delle altre, la strage ordinata dal maggiore Walter Reder e perpetrata dalle SS naziste in località “Fosse del fiume Frigido” del Comune di Massa il 16 settembre del 1944. Le vittime furono 159, persone che avevano avuto la sventura di trovarsi imprigionate nel carcere Malaspina per i più svariati motivi, anche i più futili dati i tempi, molti per essersi sottratti a servire la RSI.

La strage fu compiuta a colpi di mitragliatrice, le vittime buttate in una fossa comune o lasciate sul terreno dai tedeschi in ritirata.

Dopo la Liberazione quei poveri resti vennero pietosamente composti al cimitero del Mirteto, dove un cippo li ricorda. Quasi tutti loro però erano senza nome e tali sono rimasti sino a non molto tempo fa quando, su input del Ministero della Giustizia, vecchi documenti di molte carceri sono stati desecretati. Nel carcere di Massa i ricercatori Alina Gijka  e Luigi Cairola hanno potuto riscontrare in quei falconi l’elenco dei prigionieri che in quel lontano 1944 erano stati consegnati alle SS. La loro provenienza, desunta dal dato anagrafico, è segnalata da ben 61 province, oltre a soldati di nazionalità greca, albanese,libica e svizzera. Due sono cremonesi. Di uno di essi, Carlo Ferrari di Casalmaggiore, il Prof. Giorgio Lipreri è riuscito ad individuare i famigliari ed a ricostruire la storia, che è stata recentemente pubblicata dal quotidiano di Cremona “ La Cronaca ”.

Nella mattinata del 3 settembre, alla presenza dei famigliari: il fratello Gino, la sorella Maria, coi nipoti Celesta (vice Sindaco di Lainate, che ha preso la parola), Carlo e Stefania, l’episodio è stato rievocato proprio sul luogo dell’eccidio - dove sorge una stele - ed è stato reso onore a Carlo Ferrari.  Egli risultava sinora ufficialmente “disperso”, solo adesso la famiglia è venuta a conoscenza di come è morto e di dove è sepolto. Carlo  è dunque stato ucciso a 19 anni, dopo essere stato catturato sulla Cisa ed incarcerato al Malaspina come “disertore” rispetto al bando della Repubblica di Salò.

Alla manifestazione erano presenti tra gli altri il Presidente ANPI di Massa, Della Bianchessa, il Presidente della Provincia, Angeli, e il Vice Sindaco di Massa, Alberti, il Sindaco di Casalmaggiore Toscani, il segretario dell’ANPI locale, Rossi ed Azzoni per l’ANPI di Cremona (intervenuti con un pullman  di cinquanta compagni organizzato dall’ANPI), i ricercatori Lipreri, Michelucci, Gijka e Cairola.

(g.a.)

Vedi:

Gjika, Alina: Il carcere di Massa e l'eccidio delle Fosse del fiume Frigido : 1943-1945 / Alina Gjika ; con la collaborazione di Luigi Cairola ; appendice a cura di Massimo Michelucci e Nino Ianni. - Massa : [Sezione ANPI di Massa], 2004.

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