| I decorati cremonesi al valor Militare nella guerra di liberazione | |||
| Medaglie d’oro | Medaglie d’Argento | Medaglie di Bronzo | Croci di Guerra |
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Tra i caduti di Cefalonia vi è la Medaglia d’Oro Alfredo Bonini di Soresina. “Il Bonini, all’alba del 22 settembre 1943, partecipava alla lotta furibonda ed accanita durata qualche ora contro le colonne tedesche appoggiate dagli aerei Stukas, lungo la linea Castrì-Razata. Ma tutto si avvicinava alla fine. I tedeschi irrompevano da ogni parte, compiendo atti di barbarie sui feriti e sui prigionieri del terzo Battaglione del 17° Reggimento. In una buca, gravemente feriti giacevano il sottotenente Guerrino Poli e il suo attendente Alfredo Bonini. L’ufficiale conservava ancora nella destra distesa la pistola: un tedesco gli giunge addosso e con un calcio gli ordina di alzarsi. Ma egli non può, la ferita non glielo consente. In un impeto di rabbia il tedesco si abbassa, gli toglie la pistola... e allora da quel corpo sanguinante si leva l’ultimo gemito: ‘Viva l’Italia!’, che viene smorzato da alcuni colpi che l’assassino gli spara a bruciapelo. Il gesto feroce e disumano viene ripetuto sul Bonini”. (Dal libro: Ghiladini L. - Sull’arma si cade ma non si cede. Cefalonia e Corfù settembre 1943. Genova 1974 – agg. 108 e 109.) |
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Di Dio Emma Alfredo, Tenente in servizio permanente effettivo Nato a Palermo il 4.7.1920; reparto di combattimento Divisione Partigiana “Val Toce”. Medaglia d’Oro al Valer Militare: “Ufficiale dell’esercito in SPE, fin dal primo giorno della resistenza fu alla testa del proprio reparto nell’accanita battaglia contro l’oppressore. Organizzò i primi nuclei dei partigiani e con magnifico ardimento li condusse all’impari lotta attraverso una serie di audaci imprese. Catturato dal nemico, con sdegnata fierezza subì duri interrogatori e, riuscito a farsi liberare, temerariamente riprese il suo posto di combattimento partecipando alle operazioni che, attraverso lunghi mesi di sanguinosa lotta, portarono alla conquista della Val d’Ossola. In questo primo lembo d’Italia valorosamente conquistato resistette per quaranta giorni con i suoi uomini stremati, affamati e male armati contro forze nemiche di schiacciante superiorità, finché con le armi in pugno incontrò eroica morte alla testa dei suoi partigiani”. Valle Strona, settembre 1943 - Val d’Ossola, Val Vigezzo, Finero, settembre-ottobre 1944 |
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Di Dio Emma Antonio, sottotenente SPE Nato a Palermo il 17.5.1922, deceduto il 13.2.1944. Reparto di combattimento: Divisione partigiana “Val Toce”. Medaglia d’Oro al Valor Militare. “Partigiano di indomito valore, già distintosi per ardimento ed audacia in numerosi combattimenti, attaccato da preponderanti forze nazifasciste rifiutava l’ordine di sganciarsi dall’accerchiamento e restava sul posto animando e spronando i suoi uomini alla resistenza ad oltranza. Accortosi che il suo comandante, rimasto ferito, era stato accerchiato, accorreva vicino a lui per evitare che venisse sopraffatto dal nemico e con sublime spirito di sacrificio e di abnegazione cercava di metterlo in salvo. Cadeva colpito da una raffica che troncava la sua eroica esistenza offerta in olocausto alla redenzione della patria”. Mègolo, 13 febbraio 1944. |
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Flores Mario, sottotenente. Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Durante la resistenza opposta al tedesco invasore si prodigò nella lotta fino al sacrificio supremo. Postosi volontariamente al comando di un pezzo contro cui particolarmente si accaniva la violenza del tiro di un semovente nemico, che si faceva sempre più preciso, ne incoraggiava i serventi con la parola e con l’esempio. Caduto il caricatore del pezzo rapidamente lo sostituiva di persona, continuando a rivolgere parole di incitamento e di fierezza ai serventi superstiti, finché una granata lo colpiva insieme al pezzo accomunandoli entrambi in una stessa fine gloriosa. Bell’esempio di elevato spirito militare e di non comune ardimento.” Era nato a Bergamo il 29.9.1919. Reparto di combattimento: 3° Reggimento di artiglieria di Corpo d’Armata. |
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Nell’Egeo, nei giorni 9-11-27 settembre 1943 si guadagnò la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, Viviani Luigi, capitano di artiglieria. Ecco la motivazione: “Comandante di batteria e di caposaldo, tenendo fede alle leggi dell’onore militare, opponeva tenace resistenza ad agguerrite formazioni tedesche cui infliggeva severe perdite ed infine respingeva. In successiva aspra azione concorreva con la sua batteria alla distruzione di artiglierie nemiche. Delineatasi la crisi generale, si opponeva all’ordine di capitolazione presentategli dai tedeschi e ad essi resisteva con virile fermezza. Catturato e condannato a morte affrontava l’estremo sacrificio con stoica fierezza. Sublime esempio di preclare virtù italiche.” Viviani Luigi era nato il 23.11.1903 a Crema (Cremona). È deceduto il 29.9.1943. Reparto di combattimento: 56” Raggruppamento Artiglieria contraerea da posizione, 86° Gruppo, 232” Batteria 90/53. |
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Una Medaglia d’Argento si meritò Dante Cesaretti, caduto il mattino del 9.9.1943 combattendo contro i tedeschi davanti alla porta carraia della caserma “Manfredini” in Via Massarotti a Cremona. La motivazione: “Artigliere ardimentoso e audace, fulgido esempio di eroismo e di elevato sentimento del dovere. Caricatore di un pezzo piazzato allo scoperto, in circostanze particolarmente gravi, esplicava magnificamente la sua mansione nonostante la violenza del tiro nemico effettuato da brevissima distanza. Ferito una prima volta rimaneva imperterrito al suo posto di dovere persistendo nell’audace reazione finché veniva colpito mortalmente. Chiaro esempio di elette virtù militari”. Nato a Spoleto (Perugia) nel 1922, caporale allievo ufficiale 3a Artiglieria. |
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Favagrossa Giovanni, Capitano dei Partigiani, Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”. “Convinto animatore e combattente della libertà, entrava all’armistizio nelle locali formazioni partigiane, divenendo comandante di una brigata partigiana e partecipando con essa a numerose azioni nelle quali faceva rifulgere le sue alte qualità e capacità. Venuto a conoscenza che un reparto avversario — dopo aver costituito una testa di ponte sul fiume Po — tentava di prendere alle spalle importanti formazioni partigiane, affrontava decisamente il nemico nonostante la inferiorità delle forze e dei mezzi infliggendogli dure perdite e sventando così la grave minaccia. Nel duro combattimento, cadeva eroicamente alla testa dei suoi uomini”. Casalmaggiore (Cremona) 24 aprile 1945. Era nato a Casalmaggiore il 6 gennaio 1926. |
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Goi Cesare, I Brigata Garibaldi, Val Sesia. Nato a Cremona il 2.7.1924. Goi venne insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare con questa motivazione: “Volontario di una rischiosissima impresa, cooperava con prontezza e coraggio a risolvere una situazione resasi particolarmente difficile. Ferito a morte da un nemico, da lui stesso ferito in precedenza e generosamente risparmiato, cercava di usare l’arma per la difesa dei compagni e rifiutava un aiuto che poteva compromettere la malsicura ritirata.” |
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Grassi Felice, nato il 6.11.1921. Sotto Capo radiotelegrafista. Insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Volontario per missioni speciali aviolanciato più volte in zone occupate dal nemico, con serenità ed abnegazione affrontava gravi pericoli per raccogliere e trasmettere preziose informazioni, e per la ricerca ed il convogliamento in territorio liberato di prigionieri di guerra. Esempio di elevate virtù militari e di completa dedizione alla Patria.” |
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Anche nel Montenegro si sviluppò la resistenza contro i tedeschi. In questa zona il 9 settembre 1943 combatté il 6° Reparto Alpini cui apparteneva: Loveriti Gianpaolo, sottotenente, nato a Crema il 12.5.1921, deceduto 1’8.10.1943. Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”: “Animato da purissimo amor di patria, in terra straniera, riprendeva le armi contro il nuovo nemico e partecipava a tutte le azioni del suo reparto trascinando i propri alpini con l’esempio e noncuranza del pericolo. Dopo un mese di asperrima lotta, catturato prigioniero e non riconosciuto come ufficiale, alla notizia che quattro suoi colleghi sarebbero stati passati per le armi, preferiva, anziché salvarsi, come ne avrebbe avuta la possibilità, condividere la loro sorte, per non venir meno agli ideali che lo avevano guidato nella suprema decisione”. |
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Rapuzzi Sergio, 17a Brigata Garibaldi “F. Cima”. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nato a Cremona il 13.5.1926. “Giovanissimo, entrava nelle file partigiane distinguendosi per fede e spirito aggressivo. Nominato vice comandante di Brigata per le sue elevate doti, potenziava l’unità e portava più volte al fuoco alcune formazioni. Sorpreso in un casolare nel corso di un rastrellamento nemico, riusciva da solo ad ostacolare l’avanzata dell’avversario con il fuoco della sua arma automatica, rendendo così possibile l’occultamento di importanti documenti. Colpito a morte immolava generosamente la sua esistenza alla causa della libertà.” Roccione della Frassa-Favella-Rubiana, 29 marzo 1945. |
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Renzi Adelmo, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nato a Costa S. Abramo (Castelverde) il 29.9.1917. “Componente di una compagnia Arditi, già distintosi in precedenti azioni di guerra e decorato al valore, durante l’attacco a munite posizioni tedesche giungeva per primo a contatto con il nemico. Incurante della violenta reazione, riusciva con nutrito lancio di bombe a mano a sopraffare la resistenza di una postazione avversaria, catturando armi e prigionieri”. Balzo della Cicogna, 24 maggio 1944. |
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Sacchelli Giuseppe, Caporale. Nato a Gombito il 25.6.1918. Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo. “Volontario per una rischiosa missione di guerra, veniva aviolanciato in territorio italiano occupato dai tedeschi. In più giorni di intensa attività, sfidando pericoli di ogni genere e superando gravi difficoltà, riusciva a condurre a termine numerose azioni di sabotaggio contro vie di comunicazione e contro mezzi di rifornimento del nemico. Successivamente, unitesi ad un nucleo di patrioti, partecipava ad alcune azioni di guerriglia distinguendosi per coraggio e perizia. Rientrando in territorio liberato attraverso le linee, portava in salvo un commilitone ferito”. Zona di Siena, 9 giugno-8 luglio 1944. Lo stesso Sacchelli è stato insignito della Croce di guerra al Valor Militare. “Componente di una pattuglia di combattimento, si lanciava all’assalto con impeto travolgente ed affrontando un nemico superiore, di numero e in postazione, gli infliggeva dure perdite”. Tossignano (BO), 29 marzo 1945. Reparto di Combattimento Paracadutisti “Nembo”. |
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Tanzella Loris, Colonnello in S.P.E.. Nato a Firenze il 26.11.1920 e residente a Cremona. Medaglia d’Argento al Valor Militare. “Alla testa del suo plotone attraversava un insidioso campo minato ed occupava un argine del fiume Senio battuto da fuoco d’infilata. Spinto dal suo generoso impulso si portava in zona più scoperta, neutralizzava con il fuoco le postazioni avversarie e, nonostante le forti perdite subite dal suo reparto, attraversava a nuoto il fiume entrando per primo in Alfonsine e catturando numerosi prigionieri, armi e materiali. Mirabile esempio di sereno coraggio e di lucida azione di comando, ulteriormente confermate nella brillante azione di forzamento del fiume Santerno, La Rossetta.” Fiume Senio, Alfonsine, fiume Santerno.” Ravenna, 10 aprile-6 maggio 1945. |
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Tonani Amedeo (Deo), Comandante la 17” Brigata Garibaldi “F. Cima”, decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nato a Cremona il 18.11.1923. Perito agrario. Gli è stata intitolata la via in cui era residente a Cremona. “Giovane partigiano già provato in numerosi combattimenti e brillantemente distintosi per capacità di animatore e di comandante per decisione e per coraggio, in grave situazione di combattimento, visto cadere il suo vice comandante, si lanciava per trarlo in salvo. Ferito gravemente, persisteva più volte nel tentativo sino a che si abbatteva esausto, spegnendosi poche ore dopo. Esempio di coraggio e di generoso cameratismo.” Favello, Valle di Susa, 27 marzo 1945. |
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Nell’isola di Rodi si distinse per valore nei giorni successivi all’8 settembre Viviani Francesco, Colonnello, nato a Mantova il 21.1.1896 e deceduto il 18.10.1949; già residente a Cremona. Medaglia d’Argento al Valor Militare. “Comandante la difesa di una piazza, all’annuncio dell’armistizio, con l’ascendente personale galvanizzava i dipendenti che in tre giorni di lotta affermavano la decisa volontà di opporsi al nemico. Alla testa di un suo reparto assaltava una grossa unità avversaria, obbligandola alla fuga e catturando oltre 100 prigionieri, fra cui un ufficiale superiore e notevole quantitativo di armi e materiali”. |
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Boni Angelo, Sergente maggiore del 7” Reggimento Fanteria Acqui. Nato a Cremona il 12.12.1916, deceduto a Cefalonia il 15.9.1943. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Comandante di Squadra di eccezionale valore e coraggio. Durante un attacco, sprezzante della violentissima offesa terrestre e aerea, si lanciava per primo all’assalto di munita posizione tedesca. In una furibonda lotta corpo a corpo, rimaneva fulminato da una raffica sparatagli a bruciapelo”. |
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Botti Oreste, Sottotenente del Corpo Equipaggi della Riserva Navale. Nato a Cremona il 30.7.1914. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Volontario nei mezzi d’assalto della Marina Militare, già decorato al valore per rischiosa e difficile missione durante la quale cadeva in mano avversaria dopo aver brillantemente assolto il suo compito, all’armistizio chiedeva ed otteneva di cooperare e veniva assegnato al ricostituendo Nucleo Mezzi d’Assalto. Prescelto per ardua missione, non esitava a farsi paracadutare in territorio controllato dai germanici, dove svolgeva proficua attività in favore della causa nazionale. Esempio di sereno coraggio, spirito di sacrificio ed elevato amor di Patria”. Italia Meridionale e territorio nazionale occupato, 1.5.1944 /8.5.1945. Reparti di combattimento Mezzi d’Assalto della Marina Militare. |
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Di Giacomo Vincenzo, Maresciallo Maggiore di Artiglieria. Nato a Lecce il 3.3.1913. Residente a Cremona. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Sottufficiale di elevate virtù militari, durante la difesa di una caserma attaccata con violenza dai tedeschi, si distinse per coraggio e sprezzo del pericolo, prodigandosi con una pattuglia di animosi in azioni audacissime nella lotta ravvicinata. Verso la fine del combattimento, distrutto l’ultimo pezzo, si trascinava carponi presso una catasta di granate presa di mira dal fuoco nemico per provocarne l’esplosione che avrebbe causato numerose vittime e gravi danni, e con l’aiuto di altri riusciva, esponendosi a manifesto pericolo, a mettere al sicuro i proiettili”. Cremona 9 settembre 1943. Reparti di combattimento: 3” Raggruppamento Artiglieria di Corpo d’Armata. |
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Giani Cirillo. Nato a Offanengo il 29.11.1915. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Componente di un nucleo guastatori alle dipendenze di reparti alleati impegnati in duri combattimenti per la liberazione di una importante città italiana, si portava audacemente in zona violentemente battuta dal tiro di armi automatiche tedesche, allo scopo di bonificare una importante via di comunicazione minata dal nemico. Incurante del grave rischio al quale si esponeva, collaborava efficacemente all’apertura di un varco attraverso il quale potevano avanzare i mezzi corazzati alleati”. Firenze, 6 agosto 1944. |
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Novasconi Attilio, 17a Brigata Garibaldi “F. Cima”. Nato a Cremona l’1.10.1921. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Animato da vivo entusiasmo e da sentimenti patriottici, era di costante esempio e di incitamento non soltanto ai compagni di lotta, ma anche alle popolazioni della zona che per lui nutrivano rispetto ed ammirazione. Alla testa di un reparto di volontari, da lui stesso organizzato, portava felicemente a termine rischiose ed ardite azioni finché nel corso di una di queste, sopraffatto e catturato veniva barbaramente trucidato”. Favella di Rubiana (TO), 21 gennaio 1945. |
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Panni Leonida, 17a Brigata Garibaldi “F.Cima”. Nato a Cremona il 6.6.1926. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Comandante di distaccamento sbandato in seguito ad un rastrellamento, con pochi compagni in zona montana, impervia e ad alta quota, benché a corto di viveri e senza coperte, riusciva a tenere in pugno i suoi uomini incoraggiandoli con la parola e con l’esempio, finché riuscito dopo alcun tempo a raggiungere il fondo valle, quivi ricostituiva la sua formazione con la quale intraprendeva senz’altro nuove ardite e rischiose azioni di guerra. Catturato nel corso di una di queste, dopo aver affrontato serenamente torture e sevizie, chiudeva eroicamente la sua giovane vita davanti al plotone di esecuzione”. Frassa di Rubiana, Valle di Susa, 21 gennaio 1945. |
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Vincenzi William, Sottotenente. Nato a Reggio Emilia il 14.11.1925. Residente a Cremona. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Nel corso di una azione, con indomito coraggio, benché ferito, continuava a combattere incitando gli uomini della sua squadra.” S. Rigo di Rivalla (RÈ), 23 aprile 1945. Reparto di combattimento 37° Brigata GAP. Anche il padre di William, Sante Vincenzi è stato decorato, con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Questi, già dirigente del Partito Comunista negli anni ‘30 e confinato, diventa dopo l’8 settembre ‘43, ufficiale di collegamento tra il CLN e le forze alleate in Emilia Romagna. Veniva ucciso durante il compimento di una missione il 20 aprile 1945, cioè tre giorni prima che il figlio, che ignorava la morte del padre, fosse ferito a Rivalta. |
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Manini Giovanni Battista, carabiniere a.p. Nato a Barzaniga di Annicco (CR) il 22.11.1921. Croce di Guerra al Valor Militare. “Militare in servizio in territorio straniero, entrava tra i primi nelle formazioni partigiane, partecipando alla lotta con grande slancio ed ardimento. Nel corso di una dura offensiva nemica, affrontava con sereno sprezzo del pericolo ed alto spirito di sacrificio, continui combattimenti, disagi e pericoli”. Bosnia (Jugoslavia), 25 maggio-20 luglio 1944. |
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Mariotti Virgilio, 2° Capo Elettr. S.P.E.. Nato a Ostiglia il 28.9.1915 e residente a Cremona. Croce di guerra al Valor Militare sul campo. “Sottufficiale imbarcato su corazzata gravemente colpita da offesa aerea, malgrado la critica situazione della nave rimaneva al posto di combattimento incurante degli incendi e delle continue esplosioni vicine, contribuendo fino all’ultimo a mantenere efficace la reazione contro gli attacchi aerei nemici. Lasciava il posto di combattimento e la nave solo quando, ricevutone espresso ordine. Esempio di dedizione al dovere e sprezzo del pericolo”. Acque della Sardegna, 9 settembre 1943. |
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Regazzetti Cesare, sottocapo M.N.. Nato a Castelleone il 7.11.1923. Croce di Guerra al Valor Militare sul campo. “Imbarcato su motosilurante destinata a nuovi compiti in base avanzata, partecipava con la propria unità a rischiose missioni di guerra lungo costa controllata e fortemente insidiata dal nemico, distinguendosi con slancio, coraggio e sentimento del dovere”. Acque dell’Alto Tirreno, 1” gennaio 1944-10 gennaio 1944. |