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Sommario

Alcune biografie di antifascisti cremonesi

Attilio Boldori

Dante Bernamonti

Ferruccio Ghinaglia

Tarquinio Pozzoli

Carlo Comaschi

Carlo Comaschi

Nato a Gussola il 27 novembre 1878. Lavorò alle dipendenze del Comune di Gussola in qualità di applicato. Già da studente professava idee rivoluzionarie.

A cavallo del ‘900 andò in America dove simpatizzò e si accostò al movimento anarchico. Ritornato a Gussola, aderì alle idee del socialismo e la sua attività extra professionale la dedicò interamente alla lotta per il Socialismo. A Gussola, dove già esisteva la “Società Operaia”, diede vita alla Sezione del Partito Socialista, creò le prime organizzazioni sindacali (Leghe contadine) in più comuni della zona Casalasca, contribuì alla creazione delle prime cooperative e, avvertendo la necessità di istruire i lavoratori, aprì corsi gratuiti di studio per i meno abbienti, tenendo lezioni serali di cultura sociale e politica.

Organizzatore e instancabile combattente, fece propaganda contro la guerra 1915-‘18, aderì ed organizzò proteste contro l’intervento in Russia inteso a soffocare la Rivoluzione d’Ottobre, diresse decine di scioperi contro lo sfruttamento della mano d’opera, con conquiste salariali per i lavoratori casalaschi superiori agli accordi provinciali.

Fedele alla causa della classe operaia, contrario alla allora corrente “Riformista” che dominava nel Partito Socialista, non risparmiava polemiche contro i “riformisti” con scritti su L’Eco del Popolo, l’Avanti ed altri giornali.

Perseguire e sopprimere anche fisicamente i migliori esponenti della classe operaia è sempre stata un’arma della classe dominante. È sul finire del 1922, dopo varie persecuzioni, che due sicari del fascismo, aggredirono Carlo Comaschi nel suo ufficio comunale ferendolo alla testa con colpi di martello.

Ricoverato all’ospedale di Cremona morì dopo alcuni mesi di agonia il 17 marzo 1923.

N.B.: Per una più ampia informazione biografica sulla militanza politica di Carlo Comaschi, si consiglia la lettura dell’opuscolo pubblicato dalla Sezione del PSI di Gussola in occasione del trentesimo anniversario della Liberazione dal titolo: “Carlo Comaschi: un monito, un esempio”.