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Alcune biografie di antifascisti cremonesi |
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| Ferruccio Ghinaglia | ||||
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Bernamonti
Dante |
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Nato a Cremona il 10-3-1898. Insegnante. Dal 1914 aderente alla Federazione Giovanile Socialista di Cremona, ne fu poi eletto segretario. Il 14 agosto 1917 fu condannato insieme a 5 altri cremonesi (Sidoli, Morandi, Ferrari, Pederneschi, Chiari) a 5 anni di reclusione dal Tribunale Militare di Pradamano*, per aver svolto propaganda contro la guerra. Fu uno dei fondatori con Tarquinio Pozzoli, Ferruccio Ghinaglia, Cabrini, Rosolino Ferragni, il dottor Maffezzoni, Andrea Zeni, Marabotti, Piero Biselli, Rino Agosti ed altri del P.C.d’I. a Cremona. Per la sua attività antifascista venne ferocemente aggredito dai fascisti il 5 dicembre 1923. In seguito fu costretto a lasciare Cremona e a vivere nella clandestinità a Milano. Scoperto nel 1933 dalla polizia, venne arrestato e poi condannato nel 1934 a 5 anni di confino a Ventotene. Insieme a Bernamonti venne arrestato e condannato al confino Giuseppe Marabotti. Nel 1943 riprese i contatti con la Resistenza cremonese tramite il compagno Libero Scala. Fu eletto dopo la Liberazione segretario della Camera del Lavoro di Cremona e poi deputato alla Costituente. Al momento della sua improvvisa scomparsa il 17 gennaio 1953 dirigeva il movimento cooperativo cremonese. |
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* Comune in provincia di Udine. Durante la guerra 1915-’18 nella villa Giacomelli di Pradamano si installò il comando operativo Nord-Est delle truppe italiane. Dopo la ritirata di Caporetto qui entrò in funzione un Tribunale Militare che divenne tristemente famoso per la sua ferocia repressiva. Vennero condannati a morte e fucilati con il metodo della decimazione centinaia di soldati italiani accusati di diserzione. Altre centinaia di italiani vennero condannati a lunghe pene detentive con l’accusa di aver diffuso idee pacifìste contro la guerra in corso. |