| Origini della Resistenza cremonese | |
| Note | |
| 1 | Da non confondere con il padre Egidio, già istruttore militare degli arditi del popolo di Soresina nel 1920-21 insieme al compagno Dante Pedrazzani il quale fu poi costretto ad espatriare in Francia. |
| 2 | Il compagno Ettore Grassi non deve essere confuso, come ha fatto qualche storico frettoloso, col compagno Grassi "Novi" di Milano, l'ex garibaldino di Spagna che più tardi – autunno 1944 – verrà inviato a Cremona a sostituire il compagno Bera ormai "bruciato" e costretto a "cambiare aria". |
| 3 |
Crediamo valga la pena di aggiungere qualche
cenno sulla attività svolta dal compagno Alfredo Labadini (deceduto
ormai da qualche anno a Milano) nella Resistenza e di cui mai sino ad
oggi si è parlato.
Appena giunto in montagna fece parte di una formazione "autonoma" in via di formazione, la "Giovane Italia", con il nome di battaglia di "Guido". Partecipò a molti combattimenti (riportando anche una ferita) e alla difesa della Repubblica dell'Ossola quale vice comandante della stessa "Giovane Italia". Con la caduta della Repubblica dell'Ossola passò in Svizzera da dove dopo poco tempo riuscì a rientrare clandestinamente in Italia. A Milano prese il comando di un G.A.P. che operava anche in pieno giorno attaccando caserme e gruppi armati fascisti creandovi panico e demoralizzazione. Si preparava anche in questo modo il terreno per l'insurrezione popolare cui lo stesso Labadini partecipò a Milano alla testa della sua formazione. |
| 4 | Gazzoni e Maruti rappresentavano a Soresina il vecchio Partito Popolare, e si identificavano con il movimento migliolino e non con la Democrazia Cristiana. Solo più tardi, verso il 1945, si fece conoscere Amos Zanibelli quale rappresentante della D.C. soresinese. |