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Origini della Resistenza cremonese

Il rapimento di Miglioli

Nell'aprile del 1944 Farinacci fece rapire a Milano da una squadra dei suoi fedelissimi Guido Miglioli.

Miglioli non era uno che rispettava le regole della clandestinità, per cui dal rifugio dove si trovava, e dove stava lavorando al libro Con Roma e con Mosca, comunicava con i suoi "amici" di Cremona, Soresina e Castelleone quasi regolarmente.

Non fu quindi difficile ai fascisti individuare il rifugio, farlo uscire con uno stratagemma, caricarlo a forza su una automobile e portarlo a Cremona davanti a Farinacci, di cui praticamente rimase prigioniero e ostaggio sino al 25 aprile 1945.

Si è scritto molto su questo fatto, sono state avanzate molte supposizioni sui motivi per cui Farinacci decise di sequestrare Guido Miglioli e sulla posizione presa dallo stesso Miglioli dopo il sequestro e soprattutto dopo il colloquio che egli ebbe con Farinacci.

Ci sembra che almeno due questioni siano abbastanza chiare.

Evidentemente Farinacci mirava ad ottenere da Miglioli una adesione o una partecipazione al governo fascista repubblichino, oltre che ad avere nelle mani un ostaggio prezioso.

Se tale manovra avesse avuto successo avrebbe dato due risultati: una mano di vernice al programma sociale di Verona, soprattutto per le questioni agrarie, e nel contempo avrebbe creato confusione e divisioni tra le forze cattoliche che avevano aderito alla Resistenza.

Per quanto riguarda la posizione assunta da Miglioli nel frangente in cui si trovava, risulta con sufficiente chiarezza che, pur manovrando, egli ebbe subito chiaro dallo stesso colloquio con Farinacci che il ras di Cremona era un uomo finito, come finiti erano, e questo Miglioli lo sapeva da tempo, il fascismo e il nazismo oramai duramente sconfitti in Europa.

E infatti questo il senso e la sostanza del manoscritto che Miglioli riuscì a far avere ai suoi fedeli amici di Soresina, Gazzoni e Maruti [4] , e da questi fatte conoscere ai comunisti Ernesto Ghidoni (ex migliolino) e Arnaldo Bera, con i quali da tempo i rapporti erano di piena e completa intesa sul piano della lotta contro il fascismo.