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Premessa |
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Quando come
A.N.P.I. di Cremona, oltre due anni fa, decidemmo di commemorare il
quarantennale della liberazione dell’Italia dal nazifascismo e di ricordare i
nostri caduti e tutti coloro che diedero parte importante della loro vita alla
causa della libertà e della pace con una pubblicazione sulla Resistenza
cremonese, ci rendevamo conto di perseguire un obiettivo ambizioso e non facile
da realizzare. In primo luogo
per il fatto che ancora oggi non esiste a Cremona (e come Associazione da quasi
un decennio lo andiamo proponendo, anche agli Enti locali cremonesi) un archivio
storico, un istituto che costituisca punto di riferimento effettivo per la
raccolta di documenti, per la loro catalogazione, per la pubblicazione di studi
sulla Resistenza cremonese. Ciò rende infatti estremamente difficoltoso il
reperimento e la raccolta di materiali per una pubblicazione. L’altro
ostacolo era di carattere più politico. Infatti non è cosa semplice compiere
un lavoro sulla Resistenza quando sembrano prendere piede (anche a livello
locale) correnti di pensiero, culturali, politiche e comportamenti concreti che
tendono a relegare la Resistenza in una sorta di “limbo della storia”. Queste ed
altre difficoltà non ci hanno scoraggiato nel nostro impegno, soprattutto perché
e rimasta ferma in noi la convinzione che la Resistenza cremonese, per le sue
caratteristiche, per i luoghi e l’ambiente in cui si è radicata, per
l’elevato contributo in termini di vite umane (circa 450 sono i cremonesi
morti in montagna, nella nostra città e nelle campagne, a Cefalonia), merita
serio approfondimento e attenta valutazione sia sul piano storico che su quello
politico. Per queste
ragioni, fondamentalmente, circa due anni fa avevamo avanzato, come
Associazione, la proposta di realizzare un’opera unitaria, che raccogliesse
cioè in un solo libro la storia della Resistenza cremonese, accomunando gli
sforzi, le conoscenze e le diverse competenze. La nostra proposta non ha avuto
un seguito. Infatti molti compagni e amici hanno deciso di far conoscere le proprie
esperienze resistenziali tramite pubblicazioni recentemente apparse,
l’Associazione delle “Fiamme verdi” ha operato la scelta di produrre un
“suo libro”, e così via. Quella che
presentiamo ora, come Associazione, non vuole essere un’opera storica, ma più
semplicemente, come dice il titolo del libro, una raccolta di ricordi, appunti,
testimonianze sulla Resistenza cremonese. Questa scelta,
mentre rende possibile il confronto di opinioni differenti, ed anche
profondamente differenti, all’interno dello stesso libro, sconta il limite di
non essere una ricostruzione “organica” della storia della Resistenza nella
nostra provincia e quindi di presentare certamente dei nuoti e anche scompensi
per quanto si riferisce a fatti e luoghi della Resistenza cremonese. Gli
“autori” del libro sono stati tutti protagonisti della Resistenza della
nostra provincia (parecchi ne sono stati i massimi dirigenti) ed hanno operato
nelle brigate partigiane “Garibaldi” e “Matteotti”. Vogliamo
ringraziare tutti questi compagni non solo perché, con i loro “ricordi”, ci
permettono di ricostruire “pezzi” importanti della Resistenza cremonese, ma
soprattutto perché, con la loro testimonianza diretta e viva, possono fornire,
in primo luogo alle giovani generazioni, uno strumento per conoscere e
approfondire le ragioni ideali, politiche e morali che quarant’anni fa spinsero
molti giovani e giovanissimi ad impegnare i migliori anni della loro vita nella
lotta contro la dittatura; a comprendere quanto attuali siano gli obiettivi di
pace, di giustizia sociale, di libertà per i quali la Resistenza tanto
tenacemente si è battuta. Un fraterno
ringraziamento va al professore Enzo Santarelli, già partigiano, esimio
studioso del fascismo e dell’antifascismo e storico di fama nazionale, per
aver onorato questa pubblicazione con una sua prefazione. Vogliamo esprimere infine la nostra gratitudine a tutti coloro (singoli o enti pubblici) che in qualsiasi modo hanno contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione; in particolare alle Amministrazioni provinciale e del comune di Cremona che hanno dimostrato nel recente passato (e siamo certi che naturalmente ciò avverrà anche per il futuro) una positiva sensibilità nei confronti della nostra e di altre consimili iniziative. |
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A.N.P.I. Cremona |
| Cremona, 15 giugno 1985 |